Le piste che devastano le valli di Lanzo

L’autorevole opinione dei geografi tedeschi Werner Bätzing e Michael Kleider sui problemi ambientali creati dalle piste agro-silvo-pastorali nelle Valli di Lanzo è pubblicata nella newsletter diffusa in marzo dall’associazione Dislivelli. “Da almeno 15 anni in Piemonte”, è spiegato nell’editoriale, “vengono costruite nuove piste grazie ai fondi europei. E tale fenomeno riguarda in modo pesante soprattutto le valli di Lanzo”. Una presa di posizione che non può lasciare indifferenti in un momento particolare per lo sviluppo di questo settore delle Alpi. Da qualche mese in quest’area si sta infatti concretizzando  come ci ricorda Toni Farina nello stesso numero di Dislivelli, il progetto BalmExperience sostenuto da Mountain Wilderness per un turismo sostenibile. Ecco che cosa scrivono Bätzing e Kleider ricordandoci come queste valli siano meta di tanti  connazionali tedeschi. E anche di francesi e olandesi, turisti che ancora una volta si dimostrano più colti e sensibili degli italiani.

Werner Bätzing (ph. Serafin/MountCity)

Storiche mulattiere sono state cancellate!

In un numero sempre maggiore di valli piemontesi, con l’aiuto di fondi europei, da circa 15 anni si realizzano nuove piste agrosilvopastorali. E da un certo tempo questo nuovo sviluppo riguarda anche le Valli di Lanzo. Da molto tempo ci impegniamo entrambi in Germania per la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle Valli di Lanzo in quanto territorio dotato di grande biodiversità e dalle molteplici possibilità di sviluppo economico e nel quale il rispetto dell’ambiente gioca un ruolo centrale. Per questo motivo promuoviamo il turismo escursionistico, sostenibile dal punto di vista ambientale, dei camminatori d’oltralpe: già nel 1986 fu pubblicata la prima edizione della guida escursionistica della GTA in lingua tedesca che fece conoscere per la prima volta le Valli di Lanzo in Germania (la settima edizione, aggiornata, è uscita nel 2016), e nel 2015 proprio noi due abbiamo pubblicato una guida escursionistica sulle Valli di Lanzo (“Die Lanzo-Täler”, Rotpunktverlag, Zurigo) che ha portato nuovi visitatori, molto interessati, nelle valli. Sulla base della nostra conoscenza delle Valli di Lanzo e avendo a cuore questo angolo delle alpi piemontesi così attraente e autentico prendiamo sul tema delle nuove piste la seguente posizione: • Per una gestione moderna e durevole delle Valli di Lanzo è necessario e irrinunciabile che frazioni, alpeggi e boschi siano raggiungibili con autoveicoli e piste, ma ciò non significa che, per questo motivo, ogni nuova pista agrosilvopastorale debba per forza essere costruita, come oggi si usa fare.

Un sentiero al Pian della Mussa, in Val di Lanzo. In alcuni luoghi anche i percorsi pedonali sono stati distrutti dalle moderne piste agrosilvopastorali. (ph. Serafin/MountCity)

• Al momento della costruzione di ogni singola pista bisogna sempre chiedersi qual è lo scopo cui questa pista deve servire: la realizzazione di una pista in un territorio boschivo isolato non ha senso se poi il legno sarà venduto sul mercato nazionale o internazionale, perché così la regione perde importanti risorse. Una nuova pista ha senso soltanto quando serve agli attori locali per poter produrre prodotti regionali di qualità, in modo rispettoso dell’ambiente. Ecco la questione dirimente che all’inizio deve essere discussa con tutti i soggetti interessati. • Le moderne piste sono oggi sovente molto larghe. Inoltre per ragioni di costo sono costruite in modo distruttivo per l’ambiente. Ma non deve in alcun modo essere così, perché esistono delle alternative: la larghezza di una strada dovrebbe essere determinata sulla base delle effettive esigenze dei futuri utilizzatori. E per tali esigenze spesso non servono strade molto larghe, ma sono sufficienti piste ben più strette. Quando si costruiscono le piste si deve assolutamente prestare attenzione alla riduzione al minimo del danno ambientale. Non appena la realizzazione della pista è ultimata tutti i danni provocati da tale costruzione devono essere assolutamente riparati e bisogna agire in fretta. Da una parte per conservare l’estetica del paesaggio e dall’altra parte perché le riparazioni successive sarebbero causa di costi anche maggiori.

Michael Kleider

• A causa degli scempi ambientali che cagionano, le moderne piste agrosilvopastorali sovente sono visibili da lontano, e ciò rappresenta un pesante impatto per il paesaggio. Ciò è particolarmente fastidioso nel caso delle Valli di Lanzo, laddove le moderne strutture spesso presenti in altri settori alpini (funivie, skilift, edifici a molti piani, linee ad alta tensione) mancano quasi del tutto. Se si procede così, allora un elemento fondamentale per l’economia di queste valli, il turismo escursionistico ecosostenibile, verrà fortemente indebolito.

• In qualche località le moderne piste agrosilvopastorali devastano la tradizionale rete dei sentieri, lungo la quale sovente hanno luogo gli itinerari escursionistici. Questa rete di sentieri è costituita dalle mulattiere storiche, un tempo costruite con tanta cura e oggi conservate sovente solo in modo parziale. Esse rappresentano un valore del patrimonio culturale unico, perché si inseriscono nel territorio alpino in modo ottimale e palesano una grande conoscenza dell’ambiente. È decisamente deplorevole che questi sentieri non godano in Piemonte di alcuna considerazione, mentre la vicina Svizzera oramai da 30 anni ne riconosce l’alto valore, avendo elaborato “L’inventario delle Vie Storiche/IVS” e così sfruttando tali sentieri con grande successo al fine di rafforzare il turismo escursionistico ecosostenibile. Nelle Valli di Lanzo gli itinerari escursionistici si snodano ancora oggi su tali mulattiere e questo per i camminatori è particolarmente attrattivo (rinviamo in modo mirato alla nostra guida escursionistica). In alcuni luoghi però le mulattiere sono già state distrutte dalle moderne piste e gli escursionisti sono costretti a utilizzare la pista, ciò che certamente non è una bella cosa. Pertanto è importante che al momento della costruzione delle moderne piste i vecchi sentieri non siano distrutti ma al contrario vengano mantenuti in modo consapevole, in quanto patrimonio culturale e attrazione turistica.

Uno dei libri più conosciuti di Bätzing.

• Una moderna pista agrosilvopastorale, una volta realizzata, deve poi essere curata e riparata – proprio come devono essere curate le mulattiere tradizionali, perché questo è ciò che esige la specificità delle condizioni alpine. Ciò significa che già al momento della costruzione di una siffatta pista devono essere assicurate la cura successiva e le future riparazioni. E se questo non è possibile la pista non può essere costruita. Siamo convinti che sia possibile rivalutare in forme ecosostenibili la gestione locale delle Valli di Lanzo, concentrandosi sui prodotti regionali di alta qualità e sul turismo a basso impatto. Appartiene all’essenza del turismo escursionistico anche un ambiente intatto e per questo le nuove piste devono essere realizzate in modo tale da rispettare l’ambiente. Perché gli escursionisti contribuiscono ad animare le Valli di Lanzo pernottando in loco e consumando e acquistando i prodotti locali. In questo modo le valli possono conservare un futuro positivo.

Prof. Dr. Werner Bätzing M.A., Universität Erlangen-Nürnberg

Michael Kleider, Nürnberg

 

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