Il fiore dei maleducati. Da raccogliere e non seminare

Che rabbia fanno quei fazzolettini di cellulosa abbandonati nei prati e nei boschi. Vistosi esempi di maleducazione o di ignoranza? Si pensa forse che con il tempo la cellulosa venga “riassorbita” dal terreno senza ulteriori danni. Ma questo serve a mettere in pace la coscienza e non è un pretesto valido per seminare fazzolettini quaellà. E comunque, dal punto di vista scientifico, ciò ha un valore relativo: la parte cristallina della cellulosa è infatti idrofoba, ossia non assorbe acqua, e quindi per poter ottenere un prodotto idrofilo (come il comune cotone) occorre sottoporre la cellulosa ad un insieme di trattamenti chimici detti mercerizzazione.

10.09.1988, Operazione Marmolada pulita, Mountain Wilderness al Pian dei Fiacconi e Pian dei Fiacchi. Rifiuti
Rifiuti al Pian dei Fiacconi, (Marmolada, agosto 1988), oggi da tempo rimossi (ph. S. Gogna, per gentile concessione). Nella foto sopra il titolo un fazzolettino di cellulosa, uno dei tanti abbandonati lungo i sentieri e nei boschi.(ph.Serafin/MountCity)

D’accordo. Il turismo di massa in montagna ha creato in passato effetti devastanti, basta leggere l’intervista del 1990 in cui Alessandro Gogna (http://www.banff.it/unintervista-del-1990/) racconta i ciclopici interventi di quegli anni con Mountain Wilderness per recuperare ogni genere di rifiuti in Marmolada e ci rammenta che i bivacchi alpinistici sono tuttora ridotti spesso a immondezzai.

Fazzolettini di cellulosa a parte, i sentieri escursionistici oggi non denotano invece, a giudizio di chi scrive, particolari inconvenienti. In particolare nelle valli dell’Ossola, che lo scrivente ha la fortuna di frequentare. Peggio sembrano andare le cose nelle Dolomiti a giudicare dalla “pacata riflessione” che pubblichiamo, postata il 23 agosto 2016 in Facebook da Lorenzo Battisti, gestore del rifugio “Sandro Pertini” in Val di Fassa, sotto un titolo significativo “Qualche effetto del turismo di massa in montagna”. (Ser)

Gli effetti del turismo di massa in montagna

Alcune persone pensano che in montagna possano fare quello che vogliono…Lasciar libero il cane che rincorre le pecore, le morde alle zampe e le fa cadere da una scarpata uccidendole. Altro passatempo… Dopo cena in terrazza, tirare sassi sul sentiero sottostante facendo a gara a chi lancia più lungo… Poi se qualcuno prende una pietra in testa ci facciamo due risate. Due dei tanti aneddoti che noi rifugisti possiamo raccontare in questa estate particolarmente affollata… Pretese, lamentele e recensioni cariche d’insulti per la mancanza di: frutta, verdura fresca, gelato, il ghiaccio nella bibita, della connessione Wi-Fi, pagamenti con carte, servizio troppo frettoloso, servizio troppo lento…Secondo me c’è molta ignoranza sul dove ci si trova, altri dicono giustamente che non è un problema del rifugio, ma della società che ormai pretende tutto, subito e ovunque. Sia ben chiaro che non ho nulla in contrario ai cani, ai loro padroni, ai turisti italiani o stranieri… Volevo solo dire che secondo me molti non si rendono conto dove si trovano e che basterebbe solo un po’ di rispetto e buon senso… Già ieri sera c’era chi mi scriveva dicendo che servono regolamenti appositi… A me non piacciono queste cose… La montagna non può diventare un labirinto di regole e imposizioni, ne abbiamo già fin troppe sia in valle che in città. Naturalmente non tutto è negativo, anche quest’estate abbiamo conosciuto bellissime persone e trascorso con molte belle serate attorno alla stufa.  Sono convinto che la montagna possa essere vissuta da tutti ma con un minimo di buon senso, consapevolezza e rispetto. Buona montagna a tutti…”

Lorenzo Battisti

Rifugio Sandro Pertini, Val di Fassa

One thought on “Il fiore dei maleducati. Da raccogliere e non seminare

  • 30/08/2016 at 17:33
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    La prima regola è L’EDUCAZIONE! I monti Tatra in Polonia e Les pics d’Europe in Spagna, sono montagne stupendamente belle. Per poterle percorrere, ci vuole l’accompagnatore e si paga un tiket. I sentieri sono puliti, manutentati, insomma c’è l’ambiente. Da noi, specialmente sulle montagne che frequento di più, l’appennino centrale, si trova di tutto. Quante volte sono stato anche preso a parolacce con l’invito di farmi i fatti miei! Chi dovrebbe controllare? Solo per aver evidenziato DUE FATTI, ho preso DUE QUERELE! Quindi ascolterò il consiglio… FATTI I FATTI TUOI!

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