La montagna sacra di Carrara violata dalle ruspe!

Il Coordinamento Apuano eleva a “Luogo del Cuore” il Monte Sagro, dove è in corso una ripresa dell’attività estrattiva del marmo, e invita le persone che vogliono preservare ciò che resta dalle Apuane a sostenere la Campagna dei Luoghi del cuore 2016 del FAI – Fondo Ambiente Italia – firmando e facendo firmare per la montagna sacra alla città di Carrara, direttamente dal sito del FAI a questo link: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/7580. Ne dà notizia in un comunicato che mountcity.it pubblica integralmente il Coordinamento stesso che il 14 maggio ha sottoscritto il “Manifesto per le Alpi Apuane”. Del coordinamento fanno parte Club Alpino Italiano, 
Legambiente, 
Italia Nostra
, ReTe dei Comitati per la difesa del territorio
, WWF, 
FAI, 
Società dei Territorialisti
, Associazione Amici delle Alpi Apuane.

Monte-Sagro
Qui e nell’immagine sopra il titolo il Monte Sagro aggredito dalle cave di marmo (ph. Serafin/MountCity)

Apuane, il Parco della vergogna

Il Parco regionale delle Alpi Apuane è il Parco della Vergogna e questa infamia, purtroppo, getta discredito su tutto il territorio apuano e sull’efficacia dell’azione conservativa di un’area dall’inestimabile valore naturalistico e turistico. L’ultimo atto di questo Ente, il Protocollo d’Intesa sulla viabilità di accesso ai siti estrattivi del Monte Sagro e del Monte Borla, stipulato in data 8 giugno 2016 con la Provincia di Massa Carrara e i Comuni di Fivizzano e di Carrara, finalizzato alla ripresa dell’attività estrattiva nella cave del Monte Sagro e del Monte Borla, prevede la realizzazione ad opera del Parco di una via di arroccamento alternativa alla rete viaria attualmente impraticabile per le frane, il cui onere economico e progettuale sarà sostenuto dal Comune di Fivizzano entro i cui confini amministrativi sono localizzate le cave Crespina e Castelbaito Fratteta. Al Comune di Carrara, al fine di una immediata ripresa dell’attività di cava, in attesa della realizzazione della nuova via, è stato chiesto il passaggio per il centro cittadino di un certo numero di camion trasportanti detriti.

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Il presidente generale del Cai Vincenzo Torti durante una recente visita nelle Apuane (Ph. Michele Ambrogi, per gentile concessione, dal portale del Club Alpino Italiano).

E’ bene ricordare che una pregressa ordinanza del Sindaco di Carrara consentiva il passaggio solo ai camion con i blocchi.
Con questo accordo gli Enti firmatari sostengono l’interesse privato di concessionari che per anni hanno sistematicamente violato le leggi comunitarie e disatteso le prescrizioni del Parco in materia di stoccaggio dei detriti, di smaltimento della marmettola e degli olii esausti, inquinando e devastando una zona tutelata per la presenza di SIC e di una ZPS, ad un’altitudine superiore ai 1200 metri. I nostri amministratori, invece di perseguire e realizzare il bene collettivo, nascondendosi dietro l’alibi della perdita di pochi posti di lavoro, premiano i fuorilegge e i loro sostanziosi profitti. Un mondo capovolto e immorale che vuole continuare l’escavazione in siti estrattivi che producono per la quasi totalità detriti per il carbonato di calcio delle multinazionali.

Scultore Carrara
Uno scultore all’opera nelle vie di Carrara (ph. Serafin/MountCity)

La deriva immorale del Parco è ormai senza controllo e questo scandalo deve cessare per uscire da una situazione di vischioso legame tra amministratori, imprenditori e organi direttivi dell’Ente Parco. In una società civile non è tollerabile che il Presidente di un Ente preposto alla tutela di un’area naturalistica privilegi l’attività imprenditoriale del marmo e faccia finanziare i propri libri dai concessionari, non è ammissibile che il vice presidente sia un dipendente di una multinazionale del marmo, né giustificabile che il Consiglio Direttivo sia formato da persone (eccetto la rappresentante degli ambientalisti) senza margini di autonomia di azione e di pensiero; né pensabile che l’organigramma tecnico dell’Ente sia inamovibile in eterno con un direttore tecnico a vita e con i funzionari, soprattutto, quelli preposti al rilascio dei nulla osta, che non cambiano mai di mansione: né è corretto assistere ai continui attacchi sferrati dal Presidente della Comunità di Parco nei confronti del Piano paesaggistico regionale (approvato il 27 marzo 2015) e dell’ex Assessore Anna Marson che ne fu l’ispiratrice.

Vetrata cavatori Apuane copia
Il lavoro nelle cave rappresentato in un’artistica vetrata (ph. Serafin/MountCity)

Il Coordinamento Apuano torna a chiedere alla Regione Toscana e al Presidente Enrico Rossi le dimissioni del Presidente dell’Ente Parco regionale delle Alpi Apuane (lo aveva già fatto, lanciando una petizione, a seguito delle dichiarazioni del Presidente Putamorsi sulla delibera di giunta del 17 gennaio 2014 sul Piano paesaggistico) e per coerenza, stante il totale asservimento culturale e politico dei consiglieri direttivi, anche l’azzeramento di quest’ultimo organo. Crediamo che sia giunto il momento di portare trasparenza e univocità di azione in un Parco la cui nomea di “filtro legittimante” dell’attività estrattiva ha assunto eco nazionale ed europeo, inserita nella più vasta questione Apuane, storia e quotidianità della distruzione di una catena montuosa unica e irripetibile.

Il Coordinamento Apuano impegnerà tutte le proprie forze ed energie per far cessare lo scempio ambientale del Monte Borla e del Monte Sagro e per far rispettare la legge sulle Apuane che vieta l’escavazione ai fini della produzione dei detriti e il loro accumulo nei siti estrattivi. Nessuna sostenibilità viaria e nessuna ingegneristica via alternativa, tra l’altro impattante e deturpante del paesaggio, potrà mai annullare il danno ambientale e la perdita dei monti e del loro patrimonio di biodiversità, acquifero e promozionale-turistico.
Per questo motivo il Coordinamento eleva a Luogo del Cuore il Monte Sagro e invita tutte le persone che vogliono preservare queste montagne a sostenere la Campagna dei Luoghi del cuore 2016 del FAI – Fondo Ambiente Italia – firmando e facendo firmare per la montagna sacra alla città di Carrara, direttamente dal sito del FAI a questo link: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/7580

Coordinamento Apuano

Club Alpino Italiano, 
Legambiente, 
Italia Nostra, 
ReTe dei Comitati per la difesa del

territorio, WWF, 
FAI, 
Società dei Territorialisti
, Associazione Amici

delle Alpi Apuane, 
Salviamo le Apuane, 
Salviamo le Alpi Apuane

 

Un ecosistena in pericolo

Il “Manifesto per le Alpi Apuane” propone una serie di azioni possibili per la rinascita

della zona. Tra queste la restituzione della centralità a un Parco regionale

che conservi la natura e promuova lo sviluppo sostenibile locale,

il superamento della monocultura del marmo tramite il supporto alle attività

economiche alternative e il rilancio di un turismo rispettoso e consapevole che,

in sinergia con i distretti costieri, destagionalizzi i flussi turistici balneari

a vantaggio dell’ospitalità diffusa in quota. Il Gruppo regionale CAI Toscana

e le sue Sezioni territoriali ricordano che nel Parco sono tuttora attive circa 70 cave,

con ritmi di escavazione che si sono incrementati

a dismisura negli ultimi anni. Il risultato è stato la modifica del profilo e

del paesaggio delle montagne, con impatti sul sistema acquifero sotterraneo

e superficiale che hanno compromesso gli equilibri dell’intero ecosistema apuano.

Scarica qui il Manifesto per le Alpi Apuane

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