Sostenibilità e sport invernali: adesso c’è la Carta di Cortina per uno sviluppo “green oriented”

Rafforzare un modello di sviluppo turistico “green oriented” fondato sull’efficienza nell’uso delle risorse come acqua e suolo, sulla limitazione delle emissioni di gas serra e dei costi energetici. Questo si ripromette la Carta di Cortina in vista dei Mondiali 2021 di sci promuovendo, a quanto si evince dalle comunicazioni ufficiali diramate domenica 24 gennaio 2016, “un percorso partecipato e inclusivo di economia verde e circolare fondato sull’efficienza dell’uso delle risorse naturali limitate e rinnovabili – acqua, energia, suolo –, sulla riduzione di gas serra, sulla sostenibilità della ristorazione e dei servizi turistici, sulla lotta allo spreco alimentare, sull’educazione ambientale”.

Intervento del Ministro Galletti
Il ministro dell’Ambiente Galletti presenta la Carta di Cortina.Nella foto sopra il titolo i firmatari del documento. Da sinistra Enrico Ghezze (ANEF); l’Assessore regionale Cristiano Corazzari; Veronica Nicotra (ANCI); il ministro  Galletti; il presidente del CONI Giovanni Malagò; il sindaco Andrea Franceschi; Flavio Roda presidente FISI; Andrea Segrè (Comitato per lo sviluppo del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti); Claudio Pedrotti (Fondazione Dolomiti UNESCO).

Tra i 12 punti forti per vincere la sfida del turismo ambientale figura una particolare attenzione (anche se non si precisano le procedure) per la produzione di neve artificiale “che comporta costi di investimento e manutenzione di impianti pur prendendo atto che l’acqua viene restituita nella stagione primaverile ai corsi d’acqua da cui è stata prelevata”. Scontato il sostegno agli sport invernali “che costituiscono tuttora uno dei fattori di sviluppo economico del settore turistico alpino”, si auspica l’attuazione di “ogni possibile iniziativa che consenta di minimizzare gli impatti sull’ecosistema montano, di ridurre la pressione sulle risorse idriche (costruzione di bacini), di attivare sinergie con altri settori (ad es. bacini ad uso protezione civile, rinverdimenti di piste ad uso pascolo), di realizzare progressi tecnologici volti a ottimizzare e rendere più efficiente la gestione delle risorse”. Auspicata “una definizione chiara, comune e ufficiale di sport invernali sostenibili”, i firmatari invitano a definire “un quadro di riferimento adeguato che includa aspetti di natura regolamentare, incentivi e facilitazioni, affinché il settore privato (es. gestori delle aree sciabili, produttori di impianti e mezzi, distribuzione e commercio, ristorazione, catering) e i consumatori evitino modelli di consumo non sostenibili”. Interessante infine l’invito ad attuare “campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, allo scopo di aumentare il grado di consapevolezza sugli impatti diretti e indiretti degli sport invernali”. I firmatari si ripromettono di promuovere iniziative di innovazione nel campo della prevenzione degli impatti ambientali degli sport invernali, a partire dall’individuazione e rimozione degli elementi di ostacolo all’innovazione del settore. Ma che cosa può ostacolare l’innovazione, ristrettezze nei bilanci a parte?

Scarica qui la Carta di Cortina

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