L’Alpe Cortlys deve vivere! La battaglia dei Beck Peccoz

Da tre anni in luglio le musiche di Bela Bartok e Franz Schubert eseguite dal quartetto d’archi Lyskamm, “invadono” dolcemente l’Alpe Cortlys a Gressoney-La-Trinité per confortare quanti ne hanno a cuore la bellezza naturale e la salvaguardia. L’alpe è tra i pochi esempi di anfiteatro morenico all’interno dell’arco alpino occidentale, oggi minacciato dalla pista di cantiere di una centrale idroelettrica.

Merito dell’iniziativa in difesa dell’alpe, patrocinata da Fondo Ambiente Italiano, è di Antonio e Roberta Beck Peccoz da anni in prima linea nella battaglia per l’Alpe di Cortlys-Sikken- Salzen, nell’alta valle del Lys. Una battaglia che ha avuto di recente un importante riconoscimento: i Beck Peccoz sono stati finalisti ai recenti, prestigiosi Premi Meroni organizzati dalla Società Escursionisti Milanesi.

E’ il profondo amore per la sua valle a ispirare le azioni di Antonio nato a Gressoney Saint Jean, erede della famiglia che alla fine dell’Ottocento ospitò Margherita di Savoia accompagnandola nelle sue ardite escursioni tra i ghiacci del Monte Rosa. Antonio ha studiato a Torino dove si è laureato in Lettere e dal 1984 vive tra Gressoney e Ivrea dove ha lavorato in Olivetti, Infostrada e Wind; attualmente si occupa di qualità commerciale in Enel.

Antonio e Roberta Beck Peccoz
Antonio e Roberta Beck Peccoz. Nella foto sopra il titolo l’Alpe Cortlys,

Roberta Aluffi è invece nata ad Ivrea e si è laureata in Lingua e letteratura araba a Venezia e in Giurisprudenza a Torino. E’ professore associato di Diritto Privato Comparato presso l’Università degli Studi di Torino. Ama la montagna, l’escursionismo e viaggiare; trascorre le vacanze estive e invernali nella casa di Gressoney. Dal 1985 è sposata con Antonio.

La grande sfida dei Beck Peccoz  si è iniziata nel 2009, quando una società privata ha ottenuto una concessione per la captazione di acque dal torrente Lys da utilizzare per la produzione di energia elettrica da destinare alla vendita. Risultò evidente che il progetto, presentato all’insaputa dei proprietari interessati e dei cittadini, avrebbe avuto come conseguenza un intervento devastante senza un’iniziale valutazione dell’impatto ambientale.

I coniugi Beck Peccoz si attivarono immediatamente. Accanto all’azione legale, oggi condotta da Legambiente, hanno sviluppato una strategia fondata sulla sensibilizzazione pubblica e sulla costruzione di un’estesa rete di cittadini e associazioni, nella convinzione che solo la consapevolezza diffusa del valore paesaggistico e ambientale della montagna può consentirne la salvaguardia.

In tutti questi anni centinaia di persone hanno visitato e conosciuto questi luoghi, aderendo a diverse iniziative dai Beck Peccoz organizzate in collaborazione con enti, associazioni e gruppi. Cortlys è così diventato, a livello locale e nazionale, un caso paradigmatico della necessità di conciliare lo sviluppo delle energie alternative con la tutela dell’ambiente e un ottimo esempio di  collaborazione tra associazioni.

Tra le iniziative di Antonio e Roberta Beck Peccoz va segnalata una raccolta di firme per una petizione popolare al Consiglio regionale VdA. 
Dal canto suo Legambiente nel 2013 ha assegnato la bandiera nera all’Amministrazione Regionale della VdA per la gestione del progetto di centrale di Cortlys e ha impugnato la autorizzazione unica a realizzare la centrale.

A sua volta, il FAI ha inserito Cortlys – più volte segnalata da migliaia di firme ai Censimenti dei Luoghi del Cuore – tra le emergenze paesaggistiche. Queste due associazioni, insieme con Mountain Wilderness, sono intervenute nelle procedure amministrative relative alla centrale.

Escursioni estive e invernali normalmente guidate dal geologo Mattia De Amicis dell’Università di Milano Bicocca, sono state organizzate all’Alpe Cortlys dai Beck Peccoz in collaborazione con Legambiente, la Delegazione FAI Aosta, la Société de la Flore Valdotaîne, CAI-TAM, il Comitato Glaciologico Italiano. Tra gli enti che hanno preso posizione a favore di Cortlys sono da ricordare ancora il Centro UNESCO di Torino, l’Università Bicocca di Milano, l’Università della Valle d’Aosta, la Società Metereologica Italiana. L’Associazione culturale Augusta di Issime ha pubblicato diversi contributi scientifici su Cortlys. In conclusione, l’azione dei Beck Peccoz ha rallentato il procedere del progetto idroelettrico, senza però riuscire ancora a scongiurarlo.

Per saperne di più sugli aspetti geologici e naturalistici dell’Alpe Cortlys consultare http://unibicocca.maps.arcgis.com/apps/MapTour/index.html? appid=44f3d8227b734024aa1b3db529e55312&webmap=72e0aca9906b4f8d8338d576b6ef7602

Per una presentazione più generale v. scheda Alpe Cortlys in http://www.cai-tam.it/mappa-150×150)

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