Adesso basta centrali, moratoria subito! Lo chiede il Comitato Acqua Bene Comune

L’iper-sfruttamento idroelettrico nel Bellunese (e non solo) è il tema affrontato in varie pubbliche iniziative dal Comitato Bellunese Acqua Bene Comune che ha dato il via alla mobilitazione permanente. “Adesso Basta Centrali! La nostra pazienza ha un limite e la Regione Veneto l’ha ampiamente superato”, è quanto riporta un comunicato del Comitato ABC. “Mentre nuove richieste per nuove concessioni idroelettriche si vanno a sommare alle oltre 150 già pendenti, la Regione Veneto ancora non ha preso in mano la questione per andare a bloccare una speculazione sui nostri fiumi che non ha nessuna utilità se non quella di arricchire i proponenti”.

acqua bene comune-2“La questione è oramai ben nota”, spiegano ancora gli attivisti di ABC. “L’importo energetico complessivo di queste centrali è oggettivamente irrisorio rispetto all’attuale produzione energetica derivante dallo sfruttamento dei nostri fiumi. Di contro, l’effetto cumulativo derivante dalla loro realizzazione determinerebbe un enorme impatto ambientale su un’ecosistema fluviale già fortemente deficitario.

“Il bacino della Piave, con il suo pessimo primato di essere il più artificializzato d’Europa, ha già oltre il 90% delle sue acque sfruttate per scopi idroelettrici e irrigui. Sono pochi i torrenti e i tratti di fiume ancora integri. Torrenti e tratti di fiume di alto valore naturalistico che non sono mai stati presi in considerazione dai predatori del passato perché caratterizzati da portate d’acqua non sufficienti per impiantare centrali idroelettriche. Ma con gli attuali ‘incentivi verdi’, che finanziamo attraverso le nostre bollette energetiche e che hanno completamente drogato il mercato, si è dato il via a una nuova corsa all’oro blu dove nuovi predatori sono pronti a artificializzare gli ultimi tratti ancora liberi. Emblematica, in tal senso, la proposta di realizzare una centrale sotto il ponte della Vittoria a Belluno a pochi metri in linea d’aria dal centro storico del capoluogo.

“E’ un far west nel quale non vengono rispettate le normative europee e che i nostri territori stanno subendo a causa dell’immobilismo della Regione Veneto. I nostri fiumi, già ampiamente spremuti, sono la metafora di una provincia, quella bellunese, troppo spesso usata come terra di conquista. E mentre il processo di colonizzazione avanza, il nostro presidio Limana gio 29 ottobre ore 9:00territorio viene progressivamente svuotato dei sui poteri e di importanti servizi per la cittadinanza. Troppo spesso a Palazzo Balbi si riempiono la bocca di concetti come autonomia e specificità, senza che seguano azioni concrete che vadano nella direzione di restituire dignità a questi luoghi unici al mondo, a partire dalla difesa delle sue acque”.

Per questi motivi è stata lanciata la nuova campagna: “ABC, Adesso Basta Centrali”. Una campagna di “mobilitazione permanente” che andrà avanti fino a che la Regione Veneto non bloccherà la speculazione su fiumi e torrenti. Una mobilitazione che inizia con un incontro pubblico a Santo Stefano di Cadore il 23 ottobre e prosegue con un presidio a Limana il 29 ottobre. Per venerdì 6 novembre è previsto un altro incontro informativo a Belluno e il 12 novembre il secondo presidio davanti al demanio idrico.

Il Comitato invita tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei  fiumi a mobilitarsi e ad aderire alla campagna attraverso i metodi e le iniziative che riterranno più opportuni, perché è ora di dire basta all’iper-sfruttamento idroelettrico nel bellunese.

http://www.acquabenecomune.org

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