Vie storiche. Isola e la Locanda del Cardinello

Antica locanda
L’ingresso della locanda. Ph. D.Monti, Vie Storiche.

“Questa era una vecchia locanda, una vecchia stazione di posta. Arrivavano fin qui, ad Isola, con i carri. In pratica il sale che partiva da Genova, faceva la via del Sale e arrivava fino a Como. A Como prendevano il riso della zona del Pavese, lo caricavano sui barconi e arrivavano fino al Porto di San Giovanni, giù a Samolaco. Scaricate le merci partivano coi carri e venivano in su, a Chiavenna. Prendevano anche tanto vino che un po’ veniva dalla bassa valle e un po’ dalla Valtellina. Arrivavano le sete da Venezia, via San Marco, arrivavano le spezie dall’Oriente, sempre da Venezia. Poi tutte queste merci arrivavano a Campodolcino dove c’erano delle locande molto importanti. Questa era l’ultima locanda dove c’era il cambio: da ruota a soma. Arrivavano qui vicino, scaricavano le merci, depositavano, c’era il cambio dei cavalli, stavano qui a mangiare, bere e dormire. Il giorno dopo coi cavalli o coi muli andavano su dalla vecchia strada del Cardinello, quella che adesso è chiamata un pezzo di Via Spluga”. Sembra un fiume in piena Martino, il custode dell’antica locanda del Cardinello, quando incomincia a raccontare la storia di questo luogo dove lui è nato e cresciuto e dove hanno vissuto i suoi avi.

Stua
Tavole apparecchiate nella stua. L’autrice del reportage è con Martino, custode dell’antica locanda (ph. D. Monti, Vie Storiche, per gentile concessione).

Isola è una piccola frazione sorta lungo l’antica via del passo Spluga, proprio là dove, a pochi chilometri da Campodolcino, la strada non era più carrozzabile e si trasformava in un sentiero percorribile solo con gli animali da soma: attraverso le strette gole del Cardinello, valicando il passo, si raggiungevano i territori oltralpe dell’Alto Reno.

Oggi il piccolo nucleo abitato, posto vicino a un lago artificiale ed una centrale elettrica, è raccolto attorno alla Locanda del Cardinello che fu edificata nel 1722 dagli avi di Martino Raviscioni quando la via dello Spluga passava di qui. Con la costruzione della nuova strada voluta dagli Austriaci nell’Ottocento e la scelta di un diverso tracciato che passava per Pianazzo, Isola perse la sua importanza come punto di sosta e solo in tempi più recenti si è rivelato necessario mantenere una strada di collegamento tra Campodolcino, Isola e Madesimo.

Da circa vent’anni è rinato l’interesse per l’antico sentiero del Cardinello. Martino racconta che l’anno scorso sono transitate quasi 10.000 persone provenienti soprattutto da nord: svizzeri, tedeschi, svedesi compiono il percorso a piedi partendo da Thusis per arrivare a Chiavenna. Il flusso di queste persone ha ridato vita anche alla storica locanda che, grazie alla passione ed alla volontà di questo infaticabile uomo di montagna, nel corso degli anni è stata restaurata e ristrutturata così da mantenere l’impianto con gli arredi originali e poter offrire al tempo stesso un’adeguata ospitalità.

Tanti o pochi, mi permettono di tenere in piedi la mia attività. Arrivano, mi chiamano da Monaco, da Dusseldorf, dalla Svezia. Arrivano, sanno già la vecchia stua, sanno già il locale, mi prenotano il tavolo. E’ molto bello. Quattro parole in tedesco le parlo e io, con un po’ di tedesco e un po’ di francese, me la cavo un po’ con tutti”.

Storico percorso Spluga
Un tratto dell’antica Via Spluga (ph. D. Monti, Vie storiche, per gentile concessione)

Mentre racconta Martino ci accompagna a visitare i diversi ambienti della locanda spiegandoci con precisione gli interventi di conservazione che ha voluto mettere in atto per salvaguardare muratura, decorazioni ed arredi originali. Nell’androne d’ingresso tutte le sere, offrendo l’aperitivo, lui si sofferma a spiegare la storia di questo luogo e quella dei suoi avi i cui ritratti occupano un posto di primo piano nella sala della vecchia stua, uno dei più caratteristici.

“Il lavoro è ancora lungo”. E intanto ci mostra orgoglioso un soffitto di pregio in un locale da recuperare. “Alcuni anni fa c’era il disinteresse completo del vecchio stabile e tutto andava alla malora, poi, grazie all’interessamento di alcuni amici e storici locali, ai volontari svizzeri e infine alla Comunità montana si è riscoperto il valore di questa via e delle testimonianze che conserva”.

L’impegno e la caparbietà di Martino hanno fatto il resto.

Nella sala con il camino i piatti fumanti di polenta appena serviti in tavola riportano indietro nel tempo. Martino ci accompagna nella vecchia stua dove ci aspettano gli irresistibili pizzoccheri sotto gli sguardi attenti e vigili dei suoi avi.

Rosalba Franchi

www.viestoriche.net

 

In cammino con “Vie storiche”

Con l’articolo di Rosalba Franchi illustrato dalle belle immagini di Dario Monti sulla via dello Spluga si arricchisce la serie di contributi che “Vie storiche” ha offerto negli ultimi tempi ai lettori di MountCity. E’ una fertile e simpatica collaborazione quella che si è instaurata tra la nostra redazione e questo sito che da una ventina d’anni allarga gli orizzonti di un turismo di qualità per iniziativa di Rosalba e Dario. “Coltiviamo interessi comuni (Dario si occupa più di cartografia e topografia, io di storia, arte e letteratura) e cerchiamo di unire alla ricerca storica lo studio sul posto percorrendo a piedi gli itinerari”, spiega Rosalba. “Obiettivo è la condivisione di conoscenze e la divulgazione d’informazioni che, spesso, restano confinate ad ambiti locali o specialistici. Abbiamo avuto dei riscontri positivi, così cerchiamo di aggiornare il sito appena troviamo spunti ed esperienze che ci sembra interessante comunicare agli altri. E’ un bell’impegno ma cerchiamo di fare del nostro meglio sperando, naturalmente, che la lettura risulti piacevole!”. Ed ecco una serie di servizi messi finora a disposizione dei lettori di MountCity.

  • Con le infradito lungo la meravigliosa mulattiera verso Punta Mesco, ingannati dalla segnaletica

https://mountcity.it/index.php/2015/09/04/vie-storiche-con-le-infradito-lungo-la-meravigliosa-mulattiera-verso-punta-mesco-ingannati-dalla-segnaletica/

  • Entriamo a Campodolcino nel Mu.vi.s., il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo

https://mountcity.it/?s=vie+storiche

  • Colbacchi in testa e armi in pugno. Ferragosto al Santuario della Madonna della Gurva con la Milizia di Calasca

https://mountcity.it/index.php/2015/08/18/colbacchi-in-testa-e-armi-in-pugno-ferragosto-al-santuario-della-madonna-della-gurva-con-la-milizia-di-calasca/

  • Nel sito delle “vie storiche” anche il Decumano dell’Expo 2015, l’ultimo castrum (accampamento) multietnico

https://mountcity.it/index.php/2015/07/25/nel-sito-delle-vie-storiche-anche-il-decumano-dellexpo-2015-lultimo-castrum-accampamento-multietnico/

 

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