Con il tobogan alpino nelle antiche terme di Brigerbad

“Arrivato a Visp, vi trovai il capitano Simon, che era sempre ben disposto con me. Mi disse che voleva fare una cura contro la gotta alle acque di Briga, che mi avrebbe pagato le cure se lo accompagnavo. La cura gli fece bene. In diversi l’aiutavano a mettersi nella vasca, si bagnava per due ore, poi usciva senza stampelle. Arrivò ai bagni anche il capitano della guardia del duca di Milano che aveva già speso inutilmente un sacco di soldi per la sua sciatica. Fece la cura e in tre giorni la sciatica si fermò e guarì. Ho visto a Briga queste ed altre guarigioni che hanno veramente del prodigioso”.

Brigerbad 1
Brigerbad sulle rive del Rodano. In alto il termalismo nel Vallese in un’antica stampa.

Così scriveva Thomas Platter vissuto in Vallese alla fine del XV secolo nella sua biografia “La mia vita” edita in italiano da Lubrina nel 1988. I bagni di Briga, o Brigerbad, erano assieme a Leukerbad le stazioni termali del Vallese segnalate nella mappa di Sebastian Munster del 1536; ma, a differenza delle seconde divenute importanti nel 1700 con l’apertura della mulattiera del Gemmi pass, i bagni di Briga erano più facilmente raggiungibili trovandosi in riva al Rodano. Frequentata all’epoca da persone facoltose, la stazione termale oggi, pur conservando le sue caratteristiche curative, è aperta a un pubblico vario: da persone bisognose di cure in grotta o in vasche coperte a famiglie in cerca di relax negli ampi spazi verdi attorno alle piscine scoperte, a giovani che vogliono scivolare lungo il tobogan alpino o nella vorticosa corrente della vasca circolare.

Mappa Vallese
Una mappa di Sebastian Munster del 1536 con le terme di Brigerbad e Leukerbad.

Un bel campeggio alberato con campi da gioco, due ristorantini, un biotopo completano l’area  ai piedi del Sempione e del monte Leone.

Il piccolo borgo, che conserva case Walser e una chiesetta antica, offre strutture ricettive semplici ma comode e la possibilità di raggiungere, anche con autobus, importanti località turistiche come Zermatt, Saas Fee e il ghiacciaio dell’Aletsch.

A piedi, invece, si sale al caratteristico villaggio Walser di Mund famoso per le pecore bicolore e per lo zafferano oppure si segue con un bel sentiero a mezza costa la “rampa sud” della ferrovia che collega Briga con Goppestein e il traforo storico per Kandersteg.

“Condotte le capre sulle erte ed aspre montagne, sedevamo insieme a mangiare. Ciascuno portava sulla schiena un cesto da pastore con dentro formaggio e pane di segale. Subito dopo aver mangiato, ci divertivamo a lanciare sassi da uno spiazzo sovrastante una ripida roccia: l’uno dopo l’altro si tirava al bersaglio”. I pastorelli di Platter non si vedono più, ma restano ancora le montagne, i pascoli ben tenuti e tante storie da scoprire.

Dario Monti

Commenta la notizia.