Nei “paradisi” della bergamasca. Dove i raid motoristici imperversano

Logo legambiente“Per non avere messo in atto alcuna attività di contrasto al transito abusivo e invasivo dei mezzi motorizzati sui sentieri e le strade agro-silvo-pastorali (VASP) ed avere autorizzato manifestazioni motoristiche che hanno interessato prati e boschi consentendo in tal modo lo sviluppo di una forma di turismo ai limiti della legalità e di raid motoristici fuoristrada”. Con questa motivazione due “bandiere nere” sono state assegnate da Legambiente, in occasione della Carovana delle Alpi, a due comuni della Lombardia, Bossico e Rovetta, entrambi in provincia di Bergamo. Dove evidentemente gli appassionati di fuoristrada trovano pane (e sentieri) per i loro denti.

Bossico
L’idillio di Bossico (BG), delizia dei fuoristradisti (foto sopra)

Bossico è un comune posto su un altopiano sopra il Lago d’Iseo in una località di notevole interesse naturalistico e paesaggistico. Rovetta si estende su un altopiano ricco di boschi tra il fiume Oglio e la val Seriana. L’area montana del paese propone itinerari e località dal raro fascino.

Vale la pena di rileggere un commento sulla situazione di Bossico e Rovetta di Davide Sapienza, scrittore, giornalista e blogger, nell’edizione del 7 agosto del Corriere della Sera (dorso di Bergamo). “Basta percorrerne a Bossico i sentieri sotto la Colombina”, scrive Pazienza, “per vedere le trincee gommate. Qual è il conto economico di queste manifestazioni? Quali sono i benefici per il territorio e per la geografia profonda, che include anche l’uomo, ma non solo? Dati non ce ne sono mai: solo tanta pubblicità euforica. Sulla regolarità del mondiale, i fatti dicono che il Wwf ha depositato una denuncia-esposto e la Procura ha aperto un fascicolo avviando le indagini relative alle presunte violazioni in località Pila di Bossico, Clusone e Rovetta, precisamente in località Vogno, valle Gavazzo, dove si è svolta la prova cronometrata tre”.

“Qui, secondo la Forestale”, scrive ancora Sapienza, “si è usciti dal percorso autorizzato. La suddetta località ricade anche in territorio rovettese. Inoltre questa manifestazione fa da volano al resto dell’anno, quando le moto invadono impunite i sentieri: basta vedere i carrelli parcheggiati nei paesi, non serve neanche addentrarsi tra i monti”.

Detto per inciso, in Lombardia l’unica “bandiera verde” di Legambiente per il 2015 se l’è aggiudicata il polo culturale Mercatorum e Priula – “Vie di Migranti, Artisti, dei Tasso e di Arlecchino”, in Valle Brembana. Una “bandiera nera” è stata infine condivisa tra Lombardia e Trentino e Alto Adige/ Südtirol per la proposta di scissione e declassamento del Parco dello Stelvio: un problema al centro anche di roventi battaglie di Mountain Wilderness, Italia Nostra e di altre associazioni ambientalista.

E a proposito di fuoristrada, vale la pena di ricordare che un anno fa diecimila furono i firmatari di una petizione (promossa dal Cai) di segno contrario al provvedimento della Regione Lombardia per permettere ai sindaci di organizzare manifestazioni motociclistiche in deroga ai divieti di circolazione fuori strada. Un provvedimento definito in alto loco “un’opportunità per recuperare sentieri abbandonati e favorire il turismo”. Ma questo ha poi deciso la Commissione agricoltura della Regione Lombardia, sia pure accogliendo alcune varianti al testo originale, dando via libera al PdL 124 “Modifiche ed integrazioni alla l. r. 5 del dicembre 2008, Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”. Oggi si vedono i deplorevoli risultati. Contento, presidente Maroni?

Per saperne di più sulle “Bandiere nere” di Legambiente:

http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_carovana_delle_alpi_2015.pdf

SAPIENZA

 

Con Davide in cammino nella storia

Città morta, memoria viva è il titolo di una delle “narrazioni in cammino” di Davide Sapienza. Dura due ore e mezza all’incirca e va dalla Cabinovia del Tonale (2884 m) alla Città Morta (2500m). Informazioni dettagliate si trvano nel sito www.passinellaneve.it. “Le persone che camminano con me”, spiega lo scrittore, giornalista e blogger, “vogliono esser immesse nel presente, circondate da orizzonti magnifici, scavando con i propri passi nel passato”. Le sue camminate nei siti legati alla Grande guerra sono stranianti. “Sembra quasi di vedere”, spiega, “i ragazzi in divisa lassù. Faccio notare che trincee e muri a secco sono in condizioni incredibili cento anni dopo. Perché quegli uomini erano quasi tutti ‘montagnini’ che sapevano come si lavora la pietra in alta quota”.

www.davidesapienza.net/

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