Tosta la bocia! Lucia sulla scia di papà Furlani

Lucia arrampica
Lucia sulle pareti del Sarca.

Qualche tempo fa un periodico specializzato dedicò la sua copertina a una “famiglia in gamba”, quella della rinomata guida alpina trentina Marco Furlani che nel 1980 venne nominato accademico dal CAI. Alle spalle di Furlani si affacciava dallo zaino di papà la sorridente figlioletta Lucia alla quale l’alpinista aveva voluto dedicare il bel volume autobiografico “Ampio respiro” (Nuovi Sentieri, 2006). Ora Lucia ha raggiunto e superato il traguardo dei dieci anni ed è ormai in grado di affrontare le pareti sulla traccia del suo genitore, alpinista di élite. MountCity l’ha sorpresa in piena azione su un social network e si è impossessato delle immagini che qui pubblichiamo. Troppo belle per non fare il colpaccio…con la speranza che gli amici che ci seguono anche in tempo di vacanze possano apprezzare.

Furlani è uno dei più conosciuti rocciatori del Trentino. Accademico a soli 24 anni, poi guida alpina, tra i primi italiani a salire le pareti della Yosemite Valley nel 1979, è nato a Povo (TN) e, come lui spesso ricorda, tutto ciò che stava fuori da quel mondo in cui era nato e cresciuto veniva percepito e vissuto come un “Eldorado” da scoprire.

Ed è stata proprio questa l’idea che l’ha accompagnato nella scoperta del mondo verticale, dalle prime vie “dimenticate” sulle Dolomiti all’esplorazione del gruppo del Brenta e della Valle del Sarca, del Sassolungo e del Catinaccio, tracciando itinerari eleganti e logici, con determinazione, creatività e autentica passione.

“Nel mio sobborgo natio”, racconta Marco, “c’era la SAT con una sezione molto forte, con diversi buoni alpinisti. Proprio durante una gita con la SAT in Brenta fui rapito dalla bellezza di quel gruppo di montagne che vedevo tutte le mattine andando a scuola e al lavoro. Da principio praticavo la corsa campestre. Quando cominciai ad arrampicare la mia famiglia mi ostacolò. Poi mi capitò un grave incidente in palestra ed ebbi via libera per le montagne”.

Furlani ha scelto di abitare nella Valle del Sarca. “Il posto mi piaceva fin da quando scendevo da Trento con l’autobus per aprire vie nuove. Adesso ci vivo con mia moglie Laura, grande appassionata di alpinismo, e mia figlia Lucia, che nei suoi giochi ha definitivamente inserito l’arrampicata. Sono felice di vivere qui e anche le amministrazioni stanno cominciando a capire che il patrimonio più grande della Valle del Sarca è l’ambiente. Purtroppo il suo mantenimento è difficile perché l’ombra oscura degli speculatori è sempre presente e non bisogna abbassare la guardia”.

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