I monti che diventano sacri. Viaggio fotografico di Franco Restelli

I Sacri Monti sono numerosi, non solo in Italia, ma anche in altri paesi d’Europa. Alla loro conoscenza contribuisce il volume di Franco Restelli e Rosalba Franchi (“Sacri Monti d’Italia e Svizzera, Pietro Macchione Editore, 259 pagine) pubblicato sotto gli auspici dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti. Un viaggio straordinario che diventa esperienza culturale, artistica, spirituale. Le immagini di Restelli, fotografo amatore varesino che ha allestito diverse mostre fotografiche personali e collettive e pubblicato interessanti volumi tra i quali “Walser: il fascino e il mistero” con Teresio Valsesia, si sposano con i testi della Franchi, insegnante di lettere, che quotidianamente approfondisce questi temi nel sito www.viestoriche.net

La sfilata dei Sacri Monti in Lombardia non può che iniziare con le meravigliose cappelle disseminate poco sopra Varese riprese da Restelli nell’incanto di una forte nevicata. Lo scenario naturale è di rara bellezza perché regala scorci paesaggistici che spaziano dai laghi alla catena delle Alpi in cui primeggia, fra tutti, il Monte Rosa.

Nelle pagine successive Restelli e la Franchi ci conducono in Lombardia alla scoperta di Ossuccio e di Cerveno. E’ poi la volta dei Sacri monti del Piemonte (Varallo Sesia, Orta, Ghiffa, Domodossola, Oropa, Crea, Belmonte), della Svizzera (Locarno, Brissago, Saas-Fee, Visperterminen) e della Toscana (la Gerusalemme di San Vivaldo).

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In apertura la quinta cappella al Sacro Monte di Varese (ph. F. Restelli)

“La storia dei Sacri Monti comincia, nel Nord Italia”, spiega Rosalba Franchi, “per iniziativa del Beato Bernardino Caimi, che, di ritorno dalla Terra Santa (alla fine del 1400), volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina. La “Novella Gerusalemme” fu concepita a Varallo Sesia nel 1491. I pellegrinaggi in Terra Santa erano divenuti pericolosi, ecco allora l’idea di dare la possibilità di andare in pellegrinaggio in santuari che ricordavano la passione di Cristo, invece di andare nei luoghi dove si era svolta la sua vita. Già erano diffuse nel Medioevo le sacre rappresentazioni sulle piazze, ma il concilio di Trento le vietò”.

L’artista Gaudenzio Ferrari, ebbe l’intuizione di sostituire la rappresentazione viva, a volte troppo forte, con rappresentazioni artistiche tridimensionali dove il fedele potesse partecipare alla passione di Cristo. Nacquero così questi “teatri montani” che, grazie al loro messaggio immediato, comunicavano al fedele il nuovo testamento. Questa intuizione fu sostenuta da San Carlo Borromeo, promotore del Sacro Monte di Varallo, di Orta e di Crea.

Restelli
Franco Restelli

Nel 2003 l’Unesco ha iscritto il sito “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” nella Lista del Patrimonio Mondiale. Il prestigioso riconoscimento attribuisce un valore universale a sette Sacri Monti del Piemonte (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e due della Lombardia (Ossuccio e Varese), mettendo in luce la straordinaria ricchezza, la qualità e i valori di questi gioielli di storia, arte e natura. La teoria di cappelle che attraverso statue, dipinti e affreschi, racconta episodi e misteri della vita sacra, si amalgama con l’accogliente contesto ambientale e contribuisce a definire i lineamenti di ciascun complesso monumentale. Pregevoli esempi di architettura del paesaggio, i Sacri Monti costituiscono un importante punto d’incontro per i fedeli e i cultori dell’arte.

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