Petrarca alpinista non solo in versi

La prima ascensione al Mont Ventoux, 1912 m, di cui è rimasta traccia è quella effettuata nel 1336 da Francesco Petrarca lungo il boscoso versante settentrionale. Il poeta descrisse il panorama straordinario che gli offriva la cima. Molti (?) però si domandano se il suo racconto nelle “Lettere familiari” fu un’allegoria, una specie di docu-fiction, o se l’ascensione avvenne davvero. In “Trittico alpestre” (Mondadori, 171 pagine, 15 euro) Luigi Zanzi difende ora perentoriamente, con la forza delle sue ricerche, l’autenticità della testimonianza. E nessuno forse con maggiore efficacia dello studioso di Varese, già docente di Metodologia delle scienze storiche, potrebbe oggi prendere posizione a favore del collega alpinista Francesco Petrarca.

Trittico alpestre ZanziDal libro di Zanzi veniamo a sapere che quella salita fra boschi e pietraie flagellate dal mistral, Zanzi l’ha ripetuta un paio di volte per capire meglio, sette secoli dopo, che cosa poteva passare per la testa di Petrarca e come abbia fatto a orientarsi senza uno straccio di sentiero e senza perdere la bussola. Zanzi viene giustamente considerato un “maitre à penser” della cultura montana alla cui valorizzazione ha dedicato un’impressionante quantità di studi e ricerche ricevendo premi ed encomi. Ha raccontato, per fare qualche esempio, la storia dei Walser, ha esplorato i Sacri monti tracciando un insuperato atlante. Alla “filosofia” dell’amico Reinhold Messner ha dedicato nel 2005 un saggio (“Un pensiero montano”, Vivalda) che mette in luce le ragioni più intime di una filosofia anarchica “respirata a pieni polmoni al vento delle più alte montagne”. E poi con la metodicità che contraddistingue il suo operare è intervenuto perigliosamente sull’annosa e ingarbugliata vicenda della salita al K2 indagando (a mezzo secolo di distanza!) con Fosco Maraini e Luigi Monticone (“K2, una storia finita”, Priuli&Verlucca, 2006) sull’irrisolto dissidio tra il Cai e Bonatti la cui verità in aperto contrasto con le relazioni ufficiali si continua a pubblicare post mortem e a vendere nelle librerie con presumibile profitto.

Petrarca 1304-1374
Petrarca (1304-1374). In apertura la scalata al Ventoux vista da Bruno Bozzetto.

In questo suo “trittico alpestre” presentato il 21 aprile a Milano, nella sede del Touring Club Italiano con la partecipazione di Francesco Cetti Serbelloni, Enrico Rizzi e Teresio Valsesia, Zanzi rivolge le sue attenzioni anche a Dante Alighieri e alla “montanità” della sua poesia e all’opera pittorica di Paul Cézanne: testi, a quanto si apprende, che formeranno un’antologia di studi sulla montagna raccolti dalla Hoepli con il titolo “Opus montanum”. Petrarca il professor Zanzi doveva averlo nel cuore da tempo. La mosca al naso gliel’ha fatta saltare nel 1996 lo studioso Giuseppe Billanovich con il suo pur ammirevole saggio “Petrarca e il Ventoso” (Editrice Antenore, Padova) che avrebbe il torto, secondo Zanzi, di considerare la lettera petrarchesca “una finzione simbolica in chiave allegorico-metaforica”. E qui curiosamente emerge fra i due contendenti la figura di Filippo VI di Macedonia: la sua salita all’Emo sarebbe stata l’impresa con cui Petrarca volle confrontarsi. E invece, ribatte Zanzi, la salita non fu affatto frutto di una scelta emulativa.

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Luigi Zanzi 

Zanzi rilegge meticolosamente punto per punto la famosa “lettera del Ventoso” deducendo che la sudata fatica del cammino a piedi su terra sconnessa si traspone in un’altra ascensione, non meno ardua e faticosa: quella della salita verso la meta della “vita beata”. E il confronto fra il “testo letterario” e il “testo in natura” lo convince che Petrarca ha effettivamente compiuto la salita fornendo “una rievocazione rapida e puntuale, precisa e insieme concisa”. Appassionante come un thriller pur nella difficoltà per i non addetti ai lavori di districarsi nel lessico di stampo accademico, il saggio di Zanzi si conclude con una convinta affermazione: la “lettera del Ventoso” costituisce la testimonianza di un’esperienza vissuta in chiave alpinistica. Con molto piacere questo sito che state gentilmente visitando ne propone caldamente la lettura e accompagna la proposta con un’incantevole e inedita vignetta in cui il grande Bruno Bozzetto immagina Petrarca immerso nelle sue meditazioni mentre il mistral, lassù sul Ventoux, minaccia di portarselo via insieme con i suoi alati pensieri.

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