Nasce (tra i fiori) la cordata dei cori di montagna. In rappresentanza di 2040 coristi e 68 gruppi del Club alpino

SAT -SOSAT
Lo storico concerto dei Cori SAT – SOSAT a Trento il 15 febbraio 2014 (ph. Bernardinatti, F. Cori Trentino)

Non poteva che fiorire al Palafiori di Sanremo, in occasione dell’Assemblea dei delegati del 30 e 31 maggio, una delle più simpatiche iniziative del Cai di questi anni: il Centro Nazionale Coralità che rappresenta 2040 coristi sul territorio nazionale appartenenti a 68 gruppi del Club Alpino Italiano, con 900 eventi organizzati ogni anno in 17 regioni. Numeri quasi da capogiro che rendono un’idea dell’insospettata consistenza del fenomeno e giustificano la soddisfazione espressa da Gabriele Bianchi, già presidente generale dell’associazione, per essere stato eletto dal Comitato centrale al vertice della nuova struttura operativa.

Bianchi, l’uomo giusto al posto giusto. Perché la Lombardia che rappresenta risulta essere la regione più canterina con 14 complessi. E Gabriele, istruttore di alpinismo di Bovisio Masciago in provincia di Milano, non ha mai nascosto la sua passione per i cori. “Ho iniziato nel 1971 in quello della Scuola militare alpina di Aosta”, racconta il più canterino dei presidenti generali del Cai, orgoglioso di appartenere al Coro di Bovisio Masciago, la sua città. “Grazie al mio Coro canto di tutto, anche brani francesi, greci, serbi, sudafricani e sudamericani perché non siamo solo del Cai ma noi iscritti apparteniamo anche all’UIAA, l’unione internazionale delle associazioni alpinistiche”.

Coro Bovisio M.
Il Coro di Bovisio Masciago al teatro Regio di Parma. Gabriele Bianchi è l’ultimo a destra.

Oltre alla Lombardia che vanta, come si è detto, 17 cori, 10 complessi sono attivi in Piemonte, 9 nel Veneto, 7 in Emilia Romagna, 5 nel Friuli Venezia Giulia, 4 in Trentino, 3 in Toscana, 3 in Umbria, 3 nel Lazio, 2 in Alto Adige, 2 in Abruzzo, 1 nelle Marche-Calabria-Campania-Puglia-Sardegna-Sicilia. I caposcuola, fondati nel 1926, sono il Coro SOSAT e quello della SAT entrambi trentini.

Per il battesimo della struttura operativa all’Assemblea dei delegati, i Cori Cai Uget di Torino, quello del Cai Sondrio, e il Mariotti del Cai Parma eseguiranno un brano a cori uniti e un canto ciascuno. E’ inoltre previsto un concerto in serata al Teatro dell’Opera del Casinò. Un’altra esibizione a cori uniti è in programma in autunno per il 100° Congresso del Club alpino a Firenze. A Sondrio è operativo secondo il neopresidente Bianchi uno dei più bei cori che ha festeggiato nel 2014 il 50° di attività mentre non esiste più il Coro femminile valtellinese, prerogativa invece del Cai di Carrara che vanta le bravissime Coriste Apuane.

Gabriele Bianchi in Segantini
Gabriele Bianchi capocordata anche sul pentagramma (ph. Serafin/MountCity).

Per concludere, 28 sono le corali miste, ed esiste anche un gruppo giovanile, con coristi da 5 a 14 anni. Lo si può ascoltare, guarda caso, nell’accogliente sede di Bovisio Masciago, la seconda casa del presidente Bianchi. Ma è probabile che ora Gabriele abbia meno tempo per dare sfogo alla sua ugola perché il programma della nuova struttura gli impone non pochi impegni: maggiore visibilità dell’attività sul territorio nazionale, inventario del patrimonio raccolto dai cori, creazione di una postazione conservativa presso il Museo Nazionale della Montagna a Torino, promozione di percorsi formativi interni al Cai e nelle Scuole, impostazione di una rete stabile per contatti, confronti, incontri e scambi culturali, coordinamento di iniziative – coerenti al progetto – con altri enti esterni al Club alpino…E chissamai che nelle valli tornino finalmente a echeggiare quei cori di montagna che oggi tanti giovani digitalizzati sembrano avere dimenticato.

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