“Orobie” lancia le sentinelle del gusto. Per celebrare all’Expo la grande tradizione enogastronomica lombarda

600PX-expo_2015_flags___milano_by_davidhenocq-d65ar6w-1Non si può pretendere che all’Expo la montagna disponga, come nel 1909 all’Esposizione internazionale di Milano, di un villaggio alpino. Ovvero di un rifugio in città com’era avvenuto nel 1894, alle Esposizioni riunite. Ma in attesa che la Convenzione delle Alpi si decida a far sapere come sarà organizzata l’ancora misteriosa Mountain Week dal 4 all’11 giugno all’interno e all’esterno di Expo, un’iniziativa editoriale legata alla montagna e alle sue tradizioni gastronomiche è d’obbligo segnalare. Per sei mesi, da maggio a ottobre, la bella rivista “Orobie” propone altrettante “sentinelle del gusto”. “Li abbiamo chiamati così questi sei personaggi”, spiega con giustificato orgoglio, il direttore Pino Capellini. “Contadini, affinatori, enologi, un ex fotografo di moda riconvertitosi all’agricoltura. Tante esperienze diverse ma tutte accomunate dalla passione per il territorio e la tipicità. In concomitanza con l’Expo ai cui tavoli tematici è stata presentata, ci è sembrato il modo migliore di celebrare il tema portante, quel ‘nutrire il pianeta’ che per diventare un’occasione di divulgazione autentica, non può e non deve restare solo uno slogan, ma va riempito di contenuti”.

Gaetano Besana
Gaetano Besana apre nelle pagine di “Orobie” la serie delle “sentinelle del gusto” (ph. Marco Mazzoleni, per gentile concessione)

Come sarebbe possibile riflettere sul tema “Nutrire il pianeta” senza dare voce a coloro i quali lavorano quotidianamente per migliorare la nostra alimentazione? Orobie offre anche la possibilità di interagire con questi personaggi portatori di saperi tradizionali tramandati di generazione in generazione o che siano frutto di nuove ricerche. E’ un’iniziativa che non si può fare a meno di accostare a “Terra Madre Giovani – We Feed The Planet” che sarà invece dedicata a contadini, pescatori, allevatori, nomadi sotto i quarant’anni, che sono il vero futuro dell’alimentazione, coloro che davvero per i prossimi 20/30 anni dovranno nutrire il pianeta. Tutto questo avverrà a Milano dal 3 al 6 di ottobre. Nel frattempo va segnalato l’evento “Arts&Food” dal 9 aprile al 1° novembre alla Triennale di Milano (www.triennale.org) con installazioni, sculture e dipinti.

Tornando a “Orobie”, la serie delle “sentinelle” viene aperta in maggio da Gaetano Besana, milanese, che dopo aver fatto il fotografo si è trasferito nell’Oasi WWF di Galbusera Bianca sottraendola all’abbandono e coltivando in biodiversità. A seguire in giugno l’appuntamento sarà con Cassiano Luminati presidente della regione Valposchiavo, in Svizzera, che vanta un primato unico al mondo: tutte o quasi le aziende agricole operano in regime biologico. In luglio sarà la volta di Giulio Signorelli, ricercatore di prodotti caseari, che nella Bergamasca ha sottratto all’oblio lo squisito Strachitunt, ora Dop. In agosto toccherà a Dino Massignani direttore della Riserva San Massimo che si estende per seicento ettari nel cuore del Parco regionale lombardo della Valle del Ticino. In settembre la parola passerà all’enologo valtellinese Casimiro Maule. A chiudere la serie delle “sentinelle” sarà in ottobre Enrica Agosti titolare di un’azienda agricola nel Bresciano.

Siamo o dovremmo essere agli antipodi delle multinazionali agroalimentari che producono quel cibo globalizzato o spazzatura di cui si nutre un miliardo di affamati e un miliardo di obesi di cui sarà giusto che si parli all’Expo. Ma questo è un altro problema. E un altro discorso.

Per saperne di più:

http://www.expo2015.org/it

www.alpconv.org.it

www.orobie.it/

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