Torino e le Alpi: 20 progetti per “avvicinare la città alla montagna”

Logo Torino e le Alpi“Latte nobile”, razze autoctone negli allevamenti di bovini, sfalcio e rilancio dei prati, lavorazione del feltro, sviluppo del geoturismo, itinerari tematici per i turisti, accoglienza ai migranti: sono questi alcuni dei temi sviluppati nei venti progetti selezionati del bando di ricerca “Torino e le Alpi” lanciato dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito del programma omonimo per “avvicinare la città alla montagna”. Va precisato che “Torino e le Alpi” parte da un progetto ideato dall’Associazione Dislivelli per diventare un Programma della Compagnia di San Paolo declinato in maniera interdisciplinare e applicato alle montagne piemontesi, valdostane e liguri con l’identificazione di interventi e obiettivi concreti.

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I pascoli di Troncea – Pragelato, in Piemonte.

In realtà le Alpi che circondano Torino sono uno straordinario polmone ambientale e culturale per la città, un mosaico di foreste, coltivazioni, prati e pascoli modellato da tradizioni agricole e forestali che si sono tramandate di secolo in secolo da padre in figlio. A ciò si aggiunga che recenti ricerche rivelano che in tutto l’arco alpino è in corso un processo di rivalorizzazione della qualità ambientale e delle risorse locali che comincia ad attrarre nuovi residenti e nuovi imprenditori, invertendo così in alcuni casi la tendenza allo spopolamento dei territori montani marginali.

Si comprende così l’importanza del bando di ricerca lanciato dalla Compagnia di San Paolo. Il gruppo più numeroso tra i progetti selezionati è quello orientato allo sviluppo di attività produttive tra cui al primo posto il settore agro-silvo-pastorale, con 11 progetti (razionalizzazione fondiaria, valorizzazione di filiere agricole e forestali e delle razze autoctone). Seguono sei progetti relativi alla sfera amministrativa/gestionale, mirati ad approfondire le opportunità di potenziamento dei servizi locali per aumentare l’attrattività dei luoghi di riferimento per residenti e turisti (mobilità, turismo, gestione intercomunale, tirocini), e tre dedicati alla sfera sociale e sanitaria (migranti, giovani autistici, insediamenti di nuovi gruppi). Un dato denota il successo dell’iniziativa: entro la scadenza del 15 ottobre sono pervenuti ben 153 progetti. Ecco in estrema sintesi e con qualche approssimazione di cui MountCity si scusa i venti progetti divisi in tre gruppi tematici.

Ambito agro-silvo-pastorale

  • Nella Valle Elvo (BI), il progetto selezionato analizzerà la filiera foresta-legno-energia con l’obiettivo di promuovere impatti economici e sociali positivi per favorire uno sviluppo economico-imprenditoriale di aziende di piccole e medie dimensioni attualmente presenti sul territorio montano alpino.
  • Il progetto selezionato analizza un modello di produzione di latte per il consumo alimentare diretto (Latte Nobile) e non per trasformazione in formaggi. Il latte alimentare consente di ridurre l’onerosità e i tempi di lavorazione (capitale immobilizzato come formaggio, per esempio). Il progetto si svolgerà in concomitanza con il progetto “Latte Nobile delle Alpi piemontesi” finanziato dalla Regione Piemonte volto a definirne il disciplinare di produzione. L’analisi prenderà avvio nelle Val di Susa, Val Chisone e Valsesia e potrà poi estendersi ad altre aree.
  • All’Associazione Fondiaria, una libera associazione tra proprietari di terreni, si deve il progetto per il recupero funzionale delle superfici e altre forme di gestione collettiva dei terreni.
  • Un progetto selezionato vuole predisporre e fornire ai Comuni montani di Condove e Canosio in Val Maira linee guida per l’affitto dei pascoli in modo tale da tutelare la risorsa pubblica e, al contempo, garantire la produttività e la competitività delle aziende agricole che operano in montagna, nel rispetto delle norme ambientali e agricole europee, nazionali e regionali.
  • Una ricerca intende analizzare le possibilità di accorpamento di proprietà in modo da generare lotti di taglio omogenei o superfici sufficientemente estese, creando un sistema informatizzato capace di identificare parametri come proprietà, uso suolo, disponibilità dei proprietari a utilizzare il bene per gli scopi agricoli e forestali in modo da favorire il recupero di pascoli e alpeggi.
  • Bruna alpina
    Emerge l’esigenza di valorizzare le razze autoctone (ph. Serafin/MountCity)

    Un progetto ha lo scopo di aumentare il valore dell’allevamento di razze autoctone nelle aree montane della Valle d’Aosta, del Biellese, delle Langhe, dell’Appennino Ligure-Piemontese e della Val d’Aveto in Liguria non vocate all’allevamento intensivo, con un’analisi sulla valorizzazione economica dei prodotti caseari e sulle possibilità di ampliare le opportunità di mercato, anche a partire dalle loro proprietà nutrizionali.

  • La prima rete di imprese italiane della filiera foresta legno (12-to-many) nata in provincia di Udine ad aprile 2014 per unire direttamente il bosco al mercato del prodotto finito con la partecipazione di nove micro imprese: questo il modello a cui si ispira un progetto nel Pinerolese e nelle Valli Chisone e Germanasca.
  • Un progetto intende analizzare i prati da sfalcio come un elemento di valore dal punto di vista economico, paesaggistico e della biodiversità. Il mantenimento della praticoltura è una risorsa importante dell’economia alpina, nonché una delle priorità nella conservazione del paesaggio e della biodiversità dei territori. L’analisi si svolgerà nelle Valli Chisone, Pellice e Germanasca.
  • L’associazione fondiaria, che consente di riunire sotto un’unica gestione collettiva i terreni conferiti dai singoli soci, può costituire uno strumento utile per superare il frazionamento fondiario e consentire il rilancio di iniziative di agricoltura montana. La ricerca analizza la situazione di alcune associazioni fondiarie (Carnina/Briga Alta, Montemale, Ostana, Avolasca) nate per l’intraprendenza dei singoli e su base volontaria.
  • Un progetto di ricerca affronta il tema delle risorse forestali di proprietà privata per individuare nuovi modelli di gestione nel territorio della Valchiusella, Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana, dove prevalente è il castagneto.
  • Una ricerca si concentra sul feltro, manufatto tessile termoisolante, impermeabile, traspirante, insonorizzante, equilibratore di umidità, resistente all’usura, caratterizzato da morbidezza, biodegradabilità ed ecosostenibilità (si realizza con lana, acqua e sapone), con numerose applicazioni nell’abbigliamento e nell’arredamento. Il progetto intende analizzare l’integrazione tra un’opportunità di sviluppo artigianale montano e l’utilizzo di un prodotto locale, la lana. La ricerca si svolgerà in Valle Stura, Valle Maira e Valle Grana.

Ambito ammnistrativo-gestionale

  • Un progetto intende costituire un modello integrato di progettazione del paesaggio e architettonica, della topografia, della cartografia e GIS, della valutazione economica dei progetti con processi di analisi congiunte e convergenti per studiare la fattibilità di una cremagliera al servizio delle diverse frazioni del Comune di Castelmagno in Valle Grana (CN).
  • La tematica della mobilità in ambito alpino risulta un elemento strategico per contrastare lo spopolamento delle terre “alte”. La ricerca, che si svolgerà in Val Varaita, intende analizzare nuove formule di offerta di trasporto in aree a domanda debole per identificare modelli a gestione mista pubblico-privata.
  • Uno studio sperimentale si propone di costruire innovazione nelle imprese a partire dalla scuola, per lo sviluppo della montagna e mira a promuovere i tirocini curriculari presso imprese selezionate che possono ospitare i tirocinanti per
    Feltro
    Un progetto riguarda la lavorazione del feltro.

    alcuni mesi, senza spesa e senza obbligo di assunzione. Il progetto viene svolto nelle Valli del Canavese.

  • Una ricerca si concentra sul trasferimento e l’ideazione di buone pratiche nel campo dei servizi in area alpina per la loro realizzazione e gestione a livello intercomunale con l’obiettivo di ridurre la marginalità e definire servizi specifici in risposta alle esigenze delle realtà di montagna. L’area di riferimento è la Val Cenischia, con i Comuni di Venaus, Mompantero, Novalesa e Moncenisio e il Comune di Susa.
  • Un progetto si ripropone di analizzare modelli di gestione del territorio indirizzati allo sviluppo del geoturismo, il cui scopo è favorire la conoscenza e la fruizione del patrimonio geologico e naturalistico locale. L’area di svolgimento della ricerca è la Valchiusella. Il modello è la Val di Cornia, in Toscana, che ha puntato sulla riconversione economica del territorio e la valorizzazione di un turismo di qualità fondato sui beni culturali e ambientali.
  • ReTour in Valpelline è uno studio di fattibilità per la realizzazione di un progetto già in parte collaudato in Val Maira volto a creare un distretto turistico fondato su un’idea di turismo responsabile e incentrato su attività di escursionismo e alpinismo. Il progetto intende quindi identificare un percorso pedonale ad anello che tocca tutti i Comuni della valle che definisca itinerari tematici (storia alpinistica, geologica, naturalistica, etnografia, economia locale) per attivare un’offerta turistica alternativa rispetto a quella tradizionale.

Ambito sociale e sanitario

  • Il trattamento per l’autismo prevede frequenti incontri di consulenza psico-educativa con genitori e insegnanti, servizi a cui le famiglie residenti in territorio montani hanno difficoltà ad accedere. Una ricerca si svolge in comuni montani della provincia di Cuneo (Alta Langa, Valli Belbo, Bormida e Uzzone, Valli Po, Bronda, Infernotto) e di Torino (Valli Susa, Chisone, Germanasca, Pellice, Pinerolese, Sangone).
  • L’accoglienza dei migranti forzati in Italia rappresenta un tema centrale, complesso e urgente. Un progetto ha l’obiettivo di condurre uno studio di fattibilità per sviluppare soluzioni di community welfare nel settore dell’accoglienza a richiedenti asilo e rifugiati in bassa Valle di Susa e in Valle d’Aosta.
  • Una ricerca ha infine l’obiettivo di verificare la fattibilità di un “distretto della madre terra” a cavallo tra Piemonte e Liguria, in Val Borbera, creando interdipendenze fra tre asset cruciali per lo sviluppo dell’area: il ritorno alla terra di giovani agricoltori/allevatori, l’insediamento della comunità internazionale Sahaja Yoga di Cabella Ligure (100 residenti stabili) e la qualità ambientale-paesaggistica dell’area.

Altre informazioni sul progetto: http://goo.gl/WI48aMwww.torinoelealpi.it

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