Una nuova convivenza in vista dell’autonomia. La raccomandano gli iscritti alla storica Sezione Valtellinese del Cai 

Torelli fondatore Sezione Valtellinese
Il senatore Luigi Torelli, fondatore e primo presidente nel 1872 della Sezione Valtellinese.

Nuovi sviluppi si annunciano per la Valtellina alla ricerca di un modello di autonomia in attuazione della Riforma del sistema delle autonomie della Regione Lombardia. “La nostra idea è di trasformare la Provincia di Sondrio in una Provincia autonoma che abbia gli stessi vantaggi che hanno dall’altra parte del confine i Grigioni o in Italia il Trentino”. Così ha parlato il presidente Roberto Maroni in gennaio a Sondrio. Segnali positivi arrivano in questi giorni dalla storica Sezione Valtellinese del Club Alpino Italiano, “impegnata”, come si legge in un comunicato, “a partecipare a progetti in collaborazione con altri organismi e istituzioni, al fine di promuovere politiche di sviluppo sostenibile e di ricerca, così da sostenere la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituito dalle Terre Alte”.

Nella costellazione del Cai, la Sezione Valtellinese risulta tra le più attive nella cura del territorio. Quando venne fondata nel 1872 diede vita all’Osservatorio dello Stelvio e pubblicò una “Guida della Valtellina e delle sue acque”. “Il progetto di legge regionale 30 dicembre 2014”, si legge nel comunicato, “riconosce la specialità della provincia di Sondrio quale provincia interamente montana e ne prevede, quindi, particolari forme di autonomia. Si tratta di un’occasione da non perdere e la Sezione Valtellinese, invitata a formulare un proprio contributo, ritiene giusto ringraziare dell’invito e dare il proprio apporto a un documento da presentare alla Regione, con la speranza che possa essere unico e condiviso”.

La Regione Lombardia potrebbe in effetti cominciare a pensare di delegare a Sondrio tutela del territorio, scuola, turismo. E a livello nazionale e anche internazionale si comincia a pensare una forma di autonomia alpina: incoraggiando il senso della comunità e aiutandolo con le risorse necessarie, a far decollare alleanze transfrontaliere innalzando la qualità della vita.

Ma di quale tipo di autonomia potrebbe godere la provincia di Sondrio? “E’ giusto”, spiegano i soci valtellinesi, “che la Provincia dimostri di avere un progetto chiaro da realizzare grazie a questo riconoscimento. Come vogliamo che sia la provincia di Sondrio autonoma? Dimostrare la capacità di auto-ristrutturazione del sistema degli enti locali è importante, ma lo è di più saper riconoscere le contraddizioni esistenti e impegnarci a superarle. L’ipotesi potrebbe essere quella di creare le condizioni della compatibilità tra i diversi settori economici in modo che riescano a convivere senza conflitti, nell’interesse dello sviluppo dell’economia dell’intera valle. Si tratta di porre delle condizioni, uguali per tutti, e anche chiamare tutti a farsene carico nello sviluppo delle proprie attività e nell’interesse di tutte le diverse attività. Chi ha detto che sia inevitabile il conflitto tra turismo e cave, tra turismo e industria? Vogliamo provare ad accettare la scommessa di una convivenza per lo sviluppo?”.

Ragazze in costume valtellinese
Costumi valtellinesi a Sondrio (ph. Serafin/MountCity)

Questa possibilità, a parere degli iscritti al Cai, esiste. “Abbiamo un contesto territoriale capace di attrarre investimenti”, spiegano, “e, quindi, di creare sviluppo e benessere, costituito da tre elementi fondamentali che già abbiamo ma che stiamo rischiando di perdere per azioni miopi e polemiche sterili tra settore e settore: un ambiente naturale prestigioso e protetto, un paesaggio di alta qualità e un sistema di servizi ad elevate prestazioni, dove si devono ricomprendere le grandi infrastrutture viabili e ferroviarie, ma anche i percorsi ciclabili e i sentieri, i grandi alberghi, come pure i rifugi, un sistema educativo che sia capace di rispondere alle domande di tutto il territorio, compreso quello confinante del vicino Cantone Grigioni, proprio perché l’essere terra di confine è una delle ragioni del riconoscimento della specificità montana, nella legge Del Rio”.

“Si potrebbe continuare con gli esempi”, conclude il comunicato della Sezione Valtellinese, “ma esempi sono e tali devono restare; servono solo per meglio chiarire quella che vorremmo fosse l’immagine percepita in ambito regionale e nazionale di questa nostra terra e delle sua popolazione, sicuri che questa immagine può essere il supporto di una considerazione diversa e quindi anche di una convinzione maggiore che sia giusto concederci le risorse per mantenerla e farla crescere”.

www.caivaltellinese.it

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