Buone pratiche in architettura, impariamo dagli ambienti estremi!

Via Solferino 19, sede dell’Ordine Architetti; in home page una originale illustrazione del refuge Tonneau progettato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938

Ancora qualche posto disponibile per partecipare al corso organizzato nel pomeriggio di mercoledì 19 novembre dall’Ordine Architetti di Milano in collaborazione con l’associazione Cantieri d’alta quota e dedicato allo studio dell’architettura e tecnologia negli ambienti estremi.

“Sempre più il progetto e la costruzione dei rifugi sono visti quali laboratori sperimentali per la messa a punto di soluzioni da trasporre nelle nostre città” spiega Luca Gibello, redattore capo della rivista Il Giornale dell’Architettura e presidente dell’associazione Cantieri d’alta quota, fondata a Biella nel 2012 con l’obiettivo d’incentivare la ricerca, divulgazione e condivisione delle informazioni storiche, progettuali, geografiche, sociali ed economiche sulla realtà dei punti d’appoggio in alta montagna.

Per questa ragione il corso, che prenderà avvio con un excursus storico sulla nascita e l’evoluzione dei rifugi alpini e affronterà attraverso una serie di interventi qualificati molti aspetti progettuali e tecnologici dell’Abitare in alta quota, ha ottenuto il riconoscimento dei crediti formativi per l’ordine professionale e ha ottenuto ospitalità alla sede prestigiosa dell’Ordine di Milano in via Solferino.

Nonostante il seminario tecnico dal titolo “Costruire in alta quota: architettura e tecnologia dagli ambienti estremi alla città” sia rivolto ai professionisti del settore Mountcity ha intenzione di partecipare e di dedicare ampio spazio a un iniziativa che mostra il dichiarato intento di allargare l’interesse cittadino sui grandi spazi delle alpi.

31
Una suggestiva immagine che racconta una delle fasi della messa in opera del bivacco Gervasutti, esempio emblematico di innovazione, non solo tecnologica, nella costruzione in alta quota nel XX secolo

Con l’obiettivo di definire lo stato dell’arte sul tema del costruire in quota attraverso significativi esempi contemporanei, il seminario vuole affrontare le problematiche specifiche di rifugi e bivacchi che oggi più che mai richiedono la messa a punto di strumenti di intervento specifici, che sappiano coniugare innovazione e conoscenza delle problematiche specifiche dell’ambiente alpino, e che diventano un prezioso banco di prova per il trasferimento tecnologico dai casi estremi a quelli della pratica ordinaria.

L’iniziativa è già stata “collaudata” nel corso del 2014 a Bologna, Verona, Courmayeur (Aosta) e Oropa (Biella) e prevede che presto, anche grazie alla collaborazione delle sezioni milanesi del CAI, si possa installare la mostra itinerante “Rifugi alpini ieri e oggi”, attualmente giunta alla 22° tappa e visitabile presso il Santuario di Oropa presso la Galleria Sant’Eusebio fino al 9 novembre.

LS

—————————————————————————————————————————————

Programma:

Introduzione e moderazione
Luca Gibello (presidente di Cantieri d’alta quota – caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”)
I rifugi alpini ieri

Roberto Dini (vicepresidente di Cantieri d’alta quota, ricercatore presso il Dipartimento di architettura e design del Politecnico di Torino e membro dell’Istituto di architettura montana)
I rifugi alpini oggi

Enrico Giacopelli (G Studio)
Come progettare (o riprogettare) un rifugio in 3 esperienze: Nacamuli, Dalmazzi, Teodulo

Stefano Girodo (LeapFactory srl)
Guardando al di là di un’icona. Il bivacco Gervasutti da prototipo a modello replicabile: dalle Grandes Jorasses all’Elbrus, una sperimentazione feconda

Nicola Carlin (tecnico ARCA- sistema di certificazioni in legno)
I valori della costruzione in legno in ambienti estremi traslati sull’edilizia nei centri urbani

Commenta la notizia.