Nuove follie in montagna: il monociclo estremo

“L’ultima follia: il monociclo estremo”, annuncia il Corriere della sera.it mostrando le immagini di un tale che saltella sulle rocce in sella a un trespolo da circo equestre. La montagna luna park ancora una volta offre spettacolo. “Il monociclo non è un mezzo di trasporto per tutti. Se poi lo si pratica nei posti più pericolosi della Terra, diventa un fenomeno per una persona sola: Lutz Eichholz, 25enne tedesco di Kaiserslautern (Ipa)”, gongola l’anonimo estensore della notizia.

Oltre che con trial, quad e ciclisti muscolari o elettrificati, noi escursionisti pedestri dovremo ora dividere i sentieri anche con questi mostri meccanici?

Emerge nei commenti al monociclo estremo il malessere già segnalato su MountCity per le manovre in corso tra una grande associazione ambientalista e la federazione dei motociclisti.

“Purtroppo l’associazione a cui appartengo, da tempo prona davanti a certe mode, tra poco si accorderà con le associazioni dei mono biker per un trattato di non belligeranza come sta facendo con i crossisti e gli amanti del quad”, ironizza sul Corriere.it un tipo che si firma Piviere Dorato.

“Gli escursionisti”, prosegue Piviere Dorato, “si troveranno così, durante le loro traversate, attorniati (io mi ci sono già trovato sia in Casentino che sulle Alpi Marittime) da monobiker che a rotta di collo si lanceranno, come già ora succede con i normali ciclisti, giù per i sentieri disturbando la fauna e rovinando il suolo dei tracciati che molti volontari curano segnandoli e sistemandoli per evitare l’erosione. Non parlo di altre ‘mode’ che stanno per avere un’influenza letale sui giovani e non, procurando incidenti e creando problemi agli uomini del soccorso alpino che sono costretti ad intervenire a causa delle follie dei novelli superman”.

Percorso motocross
Per le acrobazie in moto esistono per fortuna anche aree attrezzate (ph. R. Serafin)

Più o meno, tutti i commentatori sul Corriere la pensano come il fiero Piviere Dorato. “D’accordo con lei… in montagna si va per trovare armonia con la natura e per ammirarne la bellezza”, scrive un tale, “non per devastare la flora e disturbare la fauna…Questa gente – che di certo non ama la montagna tanto quando il mettersi in mostra – farebbe meglio, se si vuole divertire e fare casino, ad andare a Rimini”.

Sull’Eco di Bergamo del 4 ottobre c’è però chi è di diverso avviso e, in nome di un’ipotetica pace scoppiata tra ambientalisti e trialisti, esulta. “Le moto da trial sono mezzi leggeri e agili che hanno reso accessibili con continuità luoghi altrimenti destinati all’abbandono”, viene soavemente spiegato con riferimento alle cure che i trialisti riservano ai loro percorsi. E con sollievo si annuncia “una gara di enduro senza contestazioni da parte degli ambientalisti”.

Restiamo del nostro parere. E’ decisamente preferibile bazzicare montagne (ce ne sono ancora) dove i sentieri destinati all’abbandono sono ancora frequentabili grazie all’opera tenace dei volontari del Cai o dell’Alpenverein o di organizzazioni locali e non dei centauri, sia pure con i loro “mezzi leggeri e agili”.

Non di rado queste località riservano ai motociclisti in perenne, disperata ricerca di emozioni forti a poco prezzo, dei provvidenziali spazi adeguatamente attrezzati, dove i centauri possono esibire, tra ostacoli naturali o artificiali, il loro talento con balzi e capriole e ascoltare compiaciuti le “voci” dei loro amati cavalli d’acciaio. E annusarne all’occorrenza gli effluvi senza doverne rendere conto agli scocciatori ambientalisti.

Ser

One thought on “Nuove follie in montagna: il monociclo estremo

Commenta la notizia.